Le parole del Lunedì/  VISIONE

Piantare un albero comporta stimolare l’immaginazione, proiettarsi su tempi lunghi e soprattutto avere una visione di insieme: dal presente, magari scarno e povero, al suo sviluppo, ricco di possibilità.

Avere una visione, in questo senso, significa concepire un’idea di ampio respiro, che sia accogliente per tanti.

Le piccole idee restano circoscritte alla sfera personale; in genere sono legate a tempi brevi di realizzazione: idee e progetti di consumo veloce. I grandi progetti, invece, ci spingono oltre noi stessi, ci aprono all’inedito, sono creative, coinvolgono e contagiano, fanno appassionare anche altri insieme con noi.

Avere una visione comporta l’ascesi del tempo: saperlo sostenere; imparare ad attendere, a pazientare e perché no, anche a patire. Addirittura, accettare che della frescura di quell’albero piantato da noi, siano poi altri a godere: significa essere così liberi dai nostri progetti, da saperli consegnare, e intanto godere della passione profusa nel cercare di vederli realizzati.

I Vangeli ci presentano Gesù che, da una parte sa cogliere il piccolo e contemplarlo nella sua preziosità; dall’altra, sa coltivare una visione: fare di quei dodici uomini dal carattere rozzo e incolto i suoi primi annunciatori; fonderli in unità; renderli tra loro fratelli.

Anche per noi: tenere insieme il piccolo e il grande; l’oggi e il domani; il “personale” e le “relazioni”, nel segno di una visione ampia, inglobante, includente.

Non è poi così irrilevante piantare un albero…

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Commento

  1. Giuseppe dice

    “Saggio è chi conosce il tempo.
    Egli sa che l’uomo non è in grado di fare e di realizzare tutto, ma che deve rispondere: rispondere a una chiamata, a un dono che gli tocca in sorte.
    Sa che deve proseguire la tessitura di un filo che gli viene gettato, e che ha la responsabilità di gettare a sua volta quel filo a qualcun’altro.
    Saggio è chi comprende il tempo, la sua concatenazione ed i suoi limiti, il suo procedere ed il suo trascorrere, il suo minuscolo ora, il suo infinito
    non-più e non-ancora”.
    Carissime sorelle, la visione più bella che mi avete suggerito con il vostro scritto è quella del tempo, quell’arco temporale che noi chiamiamo vita e che possiamo impiegare per sognare ad occhi aperti perseverando nella bontà, nella bellezza e nella verità.
    La citazione sopra riportata è del vescovo tedesco Klaus Hemmerle, un maestro nel definire il fluire della vita come momento di relazione!
    Grazie, come sempre.

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