Le parole del Lunedì/ SALE

Quanto sale occorre per insaporire la pasta? Per dare gusto a un piatto, a una pietanza? C’è chi si sforza e avanza una misura in grammi. In realtà, la dose giusta è: quanto basta. Lo sanno bene le mamme e soprattutto le nonne, con quella loro personale misura: “a occhio”, e il loro occhio, allenato dall’esperienza, non sbaglia mai, o quasi…

C’è un tipo di sale così necessario per la vita, per le scelte da compiere, per la comprensione delle situazioni. Un tipo di sale che non si compra, ma si può solo ricevere, per averlo chiesto, lungamente desiderato, e anche per aver patito le conseguenze di scelte fatte senza di esso.

Il sale della tua sapienza, Signore: quanto basta per dare sapore a questa giornata, per illuminare decisioni, aiutare nelle scelte.

Il sale della tua sapienza, Signore: quanto basta per non cadere nello sciocco, per non restare a livello del banale, dell’insulso.

Il sale della tua sapienza, Signore: quanto basta a condire le nostre relazioni di schiettezza, spessore, benevolenza.

Il sale della tua sapienza, Signore: lo chiediamo per noi e per tutti.

Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri (Mc 9, 50).

 

Commenti(5)

  1. Cinzia dice

    Che il sale della tua Sapienza, Signore, illumini sempre i nostri passi e che la strada che percorriamo, insieme alla fatica del tragitto e ai sassi e tortuosità da oltrepassare ci riservi il gusto dell’andare, delle tappe da calcolare e delle mete da attendersi. Il sale, appunto, da ricevere e trasmettere ad altri. Il sale della Terra illuminato dalla tua Sapienza, Signore.

    Grazie, Sorelle, Amiche, Madri. Tema formidabile.

  2. Silvana dice

    Si: quel”quanto basta” è importante!
    Nelle relazioni quotidiane ognuno sala secondo il proprio gusto,cosicché per uno può essere salato ciò che per un altro è insipido. C’è bisogno di un equilibrio,altrimenti si rischia di rovinare la minestra. Penso sia la benevolenza e il rispetto per l’altro che ci indicherà l’opportuna quantità di sale da usare ogni volta. La sapienza del Signore ci illumini sempre per usare un pizzico in più o un pizzico in meno per rendere gradevole ciò che offriamo. Grazie amiche carissime!

  3. Fabio dice

    Le parole del lunedì mi portano sempre a riflettere, sagge riflessioni che concordano sempre con le Vostre e mi portano inevitabilmente a quando ero bambino, alla mia famiglia ! Grazie

  4. Menina dice

    L’immagine del sale mi ha riportato alla mia infanzia, alla miniera di salgemma, garanzia di lavoro e benessere per il mio piccolo paese, Lungro, alla sirena che squarciava il silenzio dell’ultima parte della notte per richiamare i “salinari” alla fatica quotidiana mentre sotto le coperte aspettavo anche io la sveglia per la scuola, alle piccole sculture di salgemma realizzate da qualcuno esperto (quella della mia amica Elena, figlia del Direttore della salina, che non ho più rivisto ma che ricordo con affetto e nostalgia, era una colombina), alla nonna Olga che frantumava il salgemma nel mortaio per utilizzarlo in cucina ….
    Ora, che più giovane non sono, che ho vissuto buona parte della vita che il Signore mi ha donato, ho sempre più bisogno ed in maggiore quantità del sale della sapienza del Signore, per riempire di contenuto le mie giornate, umanamente molto vuote, per sostenere e misurare i miei affetti, purificandoli dall’egoismo, sempre in agguato, per accettare le progressive defaiances che l’età comporta, per comprendere e compiere la Sua volontà.

  5. Giuseppe dice

    Trattenere per noi “quanto basta” è il sale della vita !

    Ecco il pensiero di Don Primo Mazzolari:

    . . . Non so se questo è il significato comune della parola del Signore: “Il di più datelo ai poveri”. So però che quando nel nostro cuore entra un grande amore l’ultimo posto è il nostro, e la misura, “non misurata, scossa, sovrabbondante”, va a finire dove pure il nostro cuore riposa.
    Gesù, con noi poveri, ha fatto così: i santi hanno fatto così.
    Chi ama Cristo nei poveri non conosce certe difficoltà esegetiche, che sono piuttosto del cuore che del linguaggio.
    Quando il cuore non vuole capire, allora ci si fa precedere dalla ragione, che assai di rado capisce le ragioni che solo il cuore può capire.
    Dove c’è nessun amore, il di più non c’è . . .
    Dove c’è poco amore, il di più è sempre scarso . . .
    Dove c’è tanto amore, tutto è di più, anche la propria vita.

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