Le parole del Lunedì/  MATURITÀ

Da domani molti studenti saranno alle prese con l’esame di maturità.

Questo riattiva la memoria: il senso di agitazione, emozioni confuse e intense, la percezione struggente di un ciclo che termina e di qualcosa, ancora indefinito, che si aprirà, tra paure, progetti e sogni; il tutto, nel profumo inebriante dell’aria di giugno.

Dunque, la maturità. Che, scoperta interessante, ha a che fare col mattino. Con la buon’ora, per esser precisi. Quel momento in cui il buio della notte cede il passo alla luce del sole che rinasce: ammissione di una sconfitta subita, perentoria e incontrovertibile. Le tenebre non hanno avuto l’ultima parola.

Forse la maturità è proprio questo: un lungo “covare” (almeno tredici anni!), che finalmente giunge al momento in cui qualcosa si dischiude, si apre alla luce. Una piccola crepa nel guscio; una linea chiara appena accennata all’orizzonte, ma tanto basta: il nuovo si affaccia così.

C’erano voleri scoordinati e distratti insieme ad un confuso sapere mescolato a tanta insipienza: tutto questo a poco a poco, tra alti e bassi, ha ricevuto la possibilità di essere organizzato intorno ad un “perché” motivante e ricco di passione.

Ma occorre essere onesti: non basta mica il risultato di un esame a dichiararci maturi. A dirci figli del giorno e non della notte; figli del vero, del bello e del buono.

Chi ci accompagna verso la piena maturità con la dolce pazienza di una chioccia quando cova la sua nidiata, è Dio Padre: lui sa che il nostro crescere passa attraverso accelerazioni e improvvise frenate; cambi di marcia e baldanzose impennate. Lui sa, e per questo non si stanca di covarci: per condurci a quel mattino pieno di luce che è la nostra maturità in lui, vera ed eterna.

 

PREGHIERA IN TEMPO DI ESAMI (…e non…)

Signore mio Dio,

mia unica speranza,

ascoltami benignamente,

non permettere che desista dal cercarti

per stanchezza,

ma sempre cerchi il tuo volto con ardore.

Dammi tu la forza di cercarti,

tu che ti sei fatto trovare

e mi hai infuso la speranza di trovarti

con una conoscenza sempre maggiore.

Davanti a te è la mia forza e la mia debolezza:

conserva quella, guarisci questa.

Davanti a te è il mio conoscere

e il mio ignorare:

là dove mi hai aperto,

accoglimi quando entro

e là dove mi hai chiuso,

aprimi quando busso.

Fa’ che mi ricordi di te,

che comprenda te,

che ami te.

Accresci in me questi doni

finché non mi abbiano trasformato

completamente

in creatura nuova.

(Agostino, La Trinità, 15,28B)

Commenti(2)

  1. Monica dice

    Bellissima questa riflessione e preghiera per il sospirato esame di maturità che ognuno di noi ricorda in maniera tutta sua paura timore trepidazione paura di non fare bene ecc ecc

  2. Don Silvio dice

    L’ esempio della chioccia con i pulcini e’ indicativo di un cammino di crescita dov’è importante l’ accompagnamento iniziale ben sapendo che dopo i pulcini si renderanno autonomi presto; per i figli e’ un po’ diverso, i tempi sono più lunghi.. se poi c’è di mezzo una malattia seria i genitori non conoscono pause.. e non dovrebbero morire per non esporre i figli fragili a imprevisti più grandi di loro… Anche questa e’ maturità: non abbandonare chi non e’ ancora in grado di gestirsi da solo..!

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