Ormai è cosa lontana nel tempo. Eppure quell’impressione così forte rimane, nella memoria, ancora tanto viva.
L’abitudine a consultare lo specchio riceveva, in monastero, un’improvvisa e decisa rottura. Lo specchio non era a disposizione come si sarebbe desiderato, a dire com’eri, se andavi bene, se era tutto in ordine. Era ridotto ormai a un quadratino appena sufficiente a capire dove fermare il velo con gli spilli, all’altezza delle tempie.
All’inizio questa mancanza si faceva sentire, e anche tanto. Poi, a poco a poco si percepiva come una sorta di liberazione.
Anni dopo, l’arrivo a Rossano. E qui la sorpresa. Uno specchio dalle dimensioni enormi, spropositate, forse utile per chi ha tempo di rimirarsi in tutti i dettagli, ma certamente non per noi, allenate, nella continua spending review del tempo, a risparmiare su quello da dedicare all’external appearance. Non fu poco il disagio.
Ma ecco il dato simpatico: alla base di quello specchio, la scritta: “L’essenziale è invisibile agli occhi”. Chissà cosa aveva spinto gli ideatori a inserire quella citazione. Ad ogni modo, ci aveva fatto riflettere.
Rimìrati pure a fondo, ma non sarà quello specchio a dire tutto di te.
Ce ne vuole uno diverso a mettere in luce chi siamo davvero.
Agostino aveva capito che le Scritture sono uno specchio: ci rivelano chi è Dio, e chi siamo noi per lui. E imparò a convertire il tempo trascorso davanti allo “specchio” degli applausi e dei successi in lunghe soste silenziose immerso nella meditazione della Parola di Dio.
Vera, non solo sincera. Misericordiosa, non spietata.
Quella Parola dall’alto mi rivela i lati oscuri del cuore, coi suoi passaggi ingarbugliati, tortuosi, anche sbagliati. Le mie bruttezze interiori, insomma. Ma non mi lascia come sono. Vuole ridonarmi bellezza: un cuore che sia di nuovo bambino nella sua innocenza. Puro, semplice, affidato.
Possibile? Tutto è possibile a Dio. Tutto è possibile a chi crede.
«O anima, il Signore ti ha messo davanti come specchio la sua Scrittura, dove puoi leggere: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio: vedi se sei come egli ha detto e, se non lo sei, piangi per esserlo. Sarà lo specchio a rivelarti il tuo vero volto, e come lo specchio non ti farà da adulatore, così neanche tu dovrai lusingarti. Sarà la sua lucentezza a mostrarti quello che sei: vedi quello che sei e, se questa immagine non ti piace, procura di non essere così.
Se infatti, per essere brutta, non piaci ancora a te stessa, già piaci a Lui che è bellezza. E perché? Per il fatto che non ti piace la tua bruttezza, cominci a piacergli con tale confessione.
La bruttezza dell’anima deriva dai peccati e dalle iniquità. Accusando la tua bruttezza, cominci a confessare e, con la confessione, cominci a farti più bella.
E chi ti fa più bella se non Lui, l’umile Gesù?»
(Ag., Esp. sul Salmo 103, I, 4).


Commenti(4)
Monica dice
11 Agosto 2025 alle 15:11….Dai… facciamoci belle con l’umile Gesù…..
Giuseppina Adorato dice
11 Agosto 2025 alle 19:43Bellissima riflessione. A cosa servirebbe la bellezza se si ha un cuore di pietra, Possedere un’anima bella ci rispecchia un viso candido e tratti rilassati. Dio ci ama, siamo preziosi agli occhi di Dio. Ci ama così come siamo illuminati dalla sua bellezza, perché chi ama è bellezza di Gesù.
Giuseppe dice
11 Agosto 2025 alle 20:13Bellissima la riflessione e il testo riportato di Agostino. Da acuto e veritiero introspettivo legge e ci fa leggere il percorso che compiamo: tutti i passi claudicanti in cui il richiamo di Eb 12,13 ci invita a raddrizzare il piede storpio affinché possa proseguire il.suo cammino. Lo specchio, oggi, mi richiama anche Chiara, la dolcemente austera Chiara di Assisi: “Contempla continuamente in esso (specchio/Cristo) il tuo volto”. Queste soste in ascolto dell'”unica Parola del Padre” (Giovanni della Croce) siano spazio di contemplazione!
dSilvio Ruffino dice
12 Agosto 2025 alle 11:04Signore, ricevo ogni giorno la Tua grazia e i segni del Tua vicinanza perché sei sempre fedele.. Che io sappia riflettere la Tua presenza come uno specchio e irradiare come una antenna….