Ad un certo punto, arriva qualche circostanza che ti invita a fermarti e fare il punto della situazione.
È allora che ci vuole il centotrentasei…
Nella Bibbia, il salmo 136 è la preghiera della memoria per eccellenza: viene in certo modo srotolato il grande libro della storia, riconsiderato un accadimento dopo l’altro a partire nientemeno che dalla creazione, e poi vicende collettive e personali insieme, sgranate una alla volta come un rosario.
Non si tratta di un canto che celebra imprese umane dall’epilogo positivo; piuttosto, questo inno ci colloca dalla prospettiva dell’agire di Dio:
noi eravamo
schiavi
smarriti
insidiati da nemici di vario genere
sempre esposti alla possibilità di venir meno,
ma Lui
ci ha tratto in salvo
condotto fuori dal deserto dei nostri smarrimenti
liberato dai nemici
si è ricordato di noi
Un ritornello scandisce ogni tappa di questa sorta di “Credo storico”: «perché il suo amore è per sempre». È così, posso dirlo perché ci sono passato, perché questa verità mi ha cambiato la vita, mi ha trasformato.
Questa preghiera, chiamata anche il “grande Hallel”, Gesù stesso l’ha cantata, al termine dell’ultima Cena, prima di andare incontro alla sua passione.
Anticamente, ai novizi il padre maestro proponeva che componessero il loro personale salmo 136: ripercorrere le loro vicende, cercando di rintracciare in esse l’agire di Dio. In maniera non generica, ma puntuale, storica.
Agostino concepisce le sue Confessioni come il suo personale centotrentasei. Un esempio, tra gli innumerevoli: «O Dio, Dio mio, vorrei sentire nell’amarezza del mio ripensamento la tua dolcezza, dolcezza non fallace, dolcezza felice e sicura, che mi ricomponi dopo il dissipamento ove mi lacerai a brano a brano» (Conf. 2,1,1).
Questo anno giubilare è un invito a fermarci e ricapitolare il nostro vissuto: anche noi possiamo sentirci come quei novizi e provare a comporre il nostro Salmo 136: chissà che cose meravigliose verrebbero fuori…


Commenti(3)
BERNARDINA dice
6 Ottobre 2025 alle 21:50Bellissimo salmo🙏🙏🙏
Anna dice
6 Ottobre 2025 alle 22:55Il mio Salmo 136 – canto dell’infinito amore
Rendo grazie a Te, Silenzio che abita la mia alba,
perché il Tuo amore non conosce fine.
Tu che accendi l’aurora nei miei pensieri stanchi,
e fai nuova la polvere dei miei giorni,
perché il Tuo amore non conosce fine.
Hai posto il Tuo respiro nei solchi del mio cuore,
e lì germoglia la vita che non muore,
perché il Tuo amore non conosce fine.
Hai raccolto le mie notti e le hai fatte stelle,
hai preso il mio nulla e l’hai chiamato nome,
perché il Tuo amore non conosce fine.
Quando la fede tace e resta solo l’attesa,
Tu rimani, discreto come la luce sull’acqua,
perché il Tuo amore non conosce fine.
Tu sei il volto nascosto di ogni incontro,
la sorgente che canta sotto la pietra,
perché il Tuo amore non conosce fine.
Nella soglia del tempo e dell’eterno
Tu mi attendi con mani di vento e di pace,
perché il Tuo amore non conosce fine.
Rendo grazie a Te, Mistero che mi respira,
nel primo battito e nell’ultimo sguardo,
perché il Tuo amore non conosce fine.
Giuseppe dice
6 Ottobre 2025 alle 23:11Fermarsi vice del verbo ricordare.
Ricordare voce del verbo ritmare.
Ritmare vice del verbo ascoltare.
Ascoltare voce del verbo attendere.
Attendere voce del verbo sostare.
Sostare voce del verbo lodare.