Chi ci insegna oggi la misura?
Oggi, che rompere o scavalcare ogni forma di misura viene scambiato come dimostrazione di eccelsa bravura?
Misura ci ricorda che ognuno di noi necessita, quotidianamente, di una “razione” adeguata alla propria unicità. Una razione per il corpo: cibo, riposo, attività; per il cuore: amicizia, solitudine, riflessione; per lo spirito: silenzio, lettura, preghiera.
Misura fa riferimento all’eleganza, all’adeguatezza, alla delicatezza. È l’opposto del fragore e dell’eccesso, dello sguaiato e del grossolano, e dice attenzione, considerazione, senso sereno del limite proprio e altrui.
La misura conosce due nemici: l’impulsività e la paura. L’impulsività non si dà tempo per riflettere, per cui sbotta feroce e aggressiva; la paura lascia a briglie sciolte le proprie segrete ansietà, finendo con l’ingigantire i problemi e vedere dappertutto mostri.
La misura nel parlare è così necessaria: utilizzare le parole giuste nel dare forma al proprio pensiero per manifestarlo all’interlocutore; attendere il momento opportuno per parlare, tacere per ascoltare o quando non si ha nulla da dire; non avere la preoccupazione di riempire per forza ogni spazio col rumore delle nostre parole; utilizzare le pause e non temere il silenzio.
Fra le numerose richieste che rivolgiamo a Dio, non facciamo mancare una piccola preghiera, da rinnovare ad ogni nuovo giorno: “Signore, insegnami la misura!”.


Commenti(3)
Maria Vizza dice
17 Novembre 2025 alle 12:18Apprendere la misura nel parlare per coltivare la sacralità della parola e del silenzio.
Grazie 🙏
Cinzia dice
17 Novembre 2025 alle 14:02Grazie, Sorelle. Digerire il valore della misura vuol dire anche acquisire coscienza del proprio limite, non cadere nel male dell’invidia. Il peccato di Caino…
Cinzia dice
18 Novembre 2025 alle 14:04Già gli antichi ammonivano meden agan e ne quid nimis…ma nella concezione cristiana la sfida è individuale, non più solo collettiva, come dire: la comunità si forma di tanti singoli capaci di avere coscienza di sé.