L’approdo del cercare, qual è?
Dopo tanto andare provato da contrarietà, difficoltà e scoperte…
Si cerca non tanto per conquistare, o per arrivare, o per ottenere. Si cerca, per adorare. Questo il messaggio dei Magi.
L’adorazione è l’esito più alto e, a pensarci bene, anche il primo e l’ultimo.
Davanti ad un bambino appena nato ad un certo punto le parole smettono, resta un silenzio carico di meraviglia e l’indugiare sereno a contemplare.
Davanti ad una vita che volge al tramonto, ugualmente le parole tacciono; ci si ritrova quali si è, piccoli, impotenti, semplicemente presenti.
Adorazione. Siamo davanti a un mistero di amore che da ogni parte ci supera eppure è lì, per noi, offerto a noi.
Ci ritroviamo nelle nostre umane dimensioni di esseri finiti, meschini, pieni di contraddizioni e di paure, eppure non scappiamo: restiamo lì e non ne proviamo disagio, anzi arriviamo ad esporci al Suo sguardo di amore infinito.
Le parole iniziano a diradarsi e a farsi più essenziali: «Signore, Tu sei grande. Signore, agisci tu. Svegliaci e richiamaci, accendi e rapisci, ardi, sii dolce» (Confessioni 8,4,9).
Ad un certo punto rimane solo il silenzio a tessere il dialogo. Un silenzio carico di consegna: di noi stessi, e non solo di qualcosa.
Noi cerchiamo, siamo cercatori sin nelle midolla: curiosi e inquieti. Ma anche Dio cerca, e ben prima di noi:
«il Padre cerca adoratori in spirito e verità» (Gv 4, 23-24).
Lasciamoci trovare.


Commenti(2)
Cinzia dice
7 Gennaio 2026 alle 11:24Quante riflessioni mi liberate, oggi, Sorelle! E’ vero, di fronte a un bambino appena nato, non c’e’ che la Sorpresa, l’ Ammirazione per un essere cosi’ piccolo e innocente, perfetto nella sua semplicita’, forse solo apparente. Non c’e’ che l’Adorazione. Al pensare ai Magi, cercatori di questo esserino, esploratori del Divino, indagatori del Cosmo…viene in mente qualcosa di scientifico prima della Scienza, un sapere innato e sempre nuovo, finalmente una Sapienza senza superbia. E dov’e’ finita la nostra Adorazione, col tempo? E’ diventata abitudine. Non ci abbiamo fatto piu’ caso, con le scorie del quotidiano, l’inquinamento dell’assuefazione. E’ questa la vera peste dell’umanita’: non fare piu’ caso, non stupirsi piu’. Ai prodigi di un Bambino che nasce e che giace, in fasce, a un sorriso che sboccia, le sue prime parole di senso, che cercano protezione e custodia. La Vita, devonon aver pensato Gaspare, Melchiorre, Baldassarre: la Vita va onorata e difesa. Grande lezione per noi uomini dell’oggi, che ci voltiamo da un’altra parte, quando la Vita passa, che consideriamo solo le leggi del consumismo, e programmiamo la morte nostra e dei nostri simili, con occhi robotizzati.
“…brilla nel guardo errante/ di chi s p e r a n d o muor”, diceva Manzoni. Preghiamo perche’ quella capacita’ di adorare il primo vagito come l’ultimo spasimo di vita torni ad attraversare le coscienze, a far fermare l’aberrazione, a rinnovare il mondo.
Grazie ancora, carissime
dSilvio Ruffino dice
7 Gennaio 2026 alle 19:26L’ADORAZIONE, mi richiama l’atteggiamento consapevole ma anche gratuito di quando avverto la presenza improvvisa e personale di Dio nella mia vita.. Non e’ solo una presenza di Dio in cui credo come un oceano che mi avvolge perche’ immerso in Lui, ma quella stessa presenza che si fa avvertire da me come personale da sbocciare in un dialogo di amicizia anche senza parole come davanti al roveto ardente… E’ un fatto di grazia poterlo cogliere e vivere in un incontro, meditando le Scritture, adorando l’eucaristia, visitando una famiglia, un malato, in una riunione di Comunita’..: lascia sempre il segno in profondita’ che infonde luce, serenita’ e coraggio, proprio come ai Magi. E’ come passare dalla fotografia, alla radiografia e ancora piu’… Spesso nella vita ci si ferma alla fotografia, spettatori , ma il Signore ci attende oltre… C’ e’ sempre un cammino a cui ci invita per poi ripartire per un’altra via..