Le parole del Lunedì/  RIFLESSIONE

Quelli appena trascorsi sono stati giorni di bufera. Poi è tornato il sereno. Della pioggia restano solo pochi scampoli: pozzanghere qua e là. Quando il sole ha la forza di sciogliere la loro corteccia ghiacciata, ecco cosa appare: quei minuscoli specchi d’acqua riflettono il cielo!

Non sono solo gli specchi a riflettere ciò che ricevono: anche noi. Tutto quello che incontriamo, riceviamo, viviamo, finiamo per restituirlo, riflettendolo. Il senso di sgomento di fronte a notizie che ci raggiungono. Ma anche il banale, il superficiale. Così pure l’inconsistente o il volgare che irretisce e aggancia una curiosità vuota, derubando di tempo e di pulizia interiore. Riflettiamo tutto. Molte cose ci raggiungono senza che le scegliamo, ma molto dipende da noi, da ciò che decidiamo di vedere, ascoltare, leggere, introdurre nel nostro mondo interiore. Tutto lascia traccia, una traccia che in qualche modo finiamo per restituire anche fuori di noi.

Oggi è il primo lunedì dopo la conclusione del tempo di Natale. Inizia il tempo ordinario, secondo la liturgia della Chiesa. Insomma: questo è il lunedì più feriale di sempre.

Nella sua sapienza, la Chiesa propone di cominciare questo tempo con la lettura di un testo biblico sapienziale: il Libro del Siracide.

Il suo inizio è solenne, alto, e ci accompagna, nel turbinio di quanto accade e ci supera lasciandoci turbati, a collocarci di fronte a Dio:

«Ogni sapienza viene dal Signore
e con lui rimane per sempre.
La sabbia del mare, le gocce della pioggia
e i giorni dei secoli chi li potrà contare?
L’altezza del cielo, la distesa della terra
e le profondità dell’abisso chi le potrà esplorare?
Prima d’ogni cosa fu creata la sapienza
e l’intelligenza prudente è da sempre…» (Sir 1, 1-4).

Possiamo cercare sulle nostre Bibbie questo libro del Siracide (anche on line: https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/libri-sapienziali/; https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Sir/1/) e leggerne ogni giorno un piccolo brano: ci aiuterà a riflettere.

E chissà: magari poco a poco ci scopriremo come quelle pozzanghere…

Commento

  1. dSilvio Ruffino dice

    Un po’ in ritardo…Quando ero nella missione in Brasile-Maranhao, ogni anno visitavo una piccola Comunita’ all’interno della foresta. Venivano ad accogliermi sulla strada comunale con un mulo per portarmi da Loro in un tragitto di circa due ore. Era il 12 di dicembre 1998 Festa della Vergine di Guadalupe. Rimasi con Loro tutto il giorno visitando le famiglie e preparando la celebrazione solenne e prolungata del giorno dopo con i Battesimi, le Confessioni, le Comunioni, i Matrimoni e tutta la comunita’ che festeggiava la Patrona dell’America Latina. Al termine della mattinata era previsto il pranzo comunitario prima di riaccompagnarmi sulla strada dove mi attendeva verso sera, altra Comunita’ per la festa di santa Lucia il 13 dicembre. Lungo il tragitto di ritorno un grosso ramo che scendeva sul sentiero mi ha colpito in faccia senza pero’ farmi cadere a terra essendo sul dorso del mulo. Nell’impatto violento e improvviso mi sono pero’ caduti gli occhiali che si mescolarono con il fogliame a terra. Me ne accorsi un po’ dopo e feci ritorno sul luogo perche’ senza occhiali da vista avrei avuto seri problemi nella celebrazione che mi attendeva. Rovistai piu’ volte nel fogliame a terra senza esito e invocai anche santa Lucia.. cercai ancora finche’ deluso dovetti riprendere il cammino. Ormai risalito in sella al mulo, mi voltai ancora per l’ultima volta dispiaciuto ma ecco che un raggio di sole mi raggiunse: era la lente degli occhiali in mezzo le foglie che mi richiamava con un RIFLESSO che non dimenticherò’ piu’…! Con il cuore pieno di gioia ho ringraziato il.Signore e santa Lucia…

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