Ci stiamo preparando alla Domenica del Buon Pastore, che coincide con la 63° Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni.
Ci accompagna in questo itinerario una meditazione di Madre Alessandra OSA di cui ogni giorno proponiamo un brano: sono pagine intense, profondissime, da leggere e meditare lentamente: ogni volta le ritroviamo ricchissime di verità e di bellezza, a tal punto che… non possiamo non condividerle con te!
COSA CONTRADDISTINGUE LA VITA CONTEMPLATIVA AGOSTINIANA
«Ora vorrei accennare ad un elemento essenziale al nostro ideale monastico agostiniano, cioè alla nota caratteristica della vita contemplativa agostiniana, quella che la distingue dalla spiritualità, ad esempio, del Carmelo o dei Benedettini, ecc.
Nella spiritualità agostiniana la vita contemplativa non si esaurisce in una solitaria ascesa. Sant’Agostino ci vuole protese verso Dio fino a scomparire in Lui ma… “un cuore solo, un’anima sola”. Il suo ideale è di cercare Dio prima di tutto e sopra tutto, è vero, ma insieme con i fratelli. Il sentimento dell’amicizia nella sua più nobile ed alta espressione, è un presupposto naturale, imprescindibile, del suo ideale monastico.
L’agostiniana dunque, deve per così dire scomparire nelle Sorelle e poi, “una” con loro, perdersi in Dio: “Amo sopra ogni cosa la sapienza e procuro che moltissimi altri con me la cerchino, con me la raggiungano, con me la contemplino, e con me ne godano pienamente” (Soliloqui 1,13,22).
Questa è una realtà stupenda!
SACRAMENTO DELL’UNITÀ
Che dire allora dell’unità della carità che dovrebbe regnare nei nostri Monasteri? La comunità è il sacramento dell’unità, il segno visibile, l’immagine più adeguata, pur negli inevitabili limiti umani, dell’indivisa Trinità.
E chi più di un’anima contemplativa che in continuo ascolto raccoglie le sovrane vibrazioni della Carità divina che infiamma e fonde le Tre Persone nell’Uno, dovrebbe – dico dovrebbe – essere abile a costruire nella sua comunità l’unità?
IL VERO SENSO DEL VIVERE INSIEME
Essa attinge incessantemente alle sorgenti dell’Amore, e la sua progressiva somiglianza con un Dio che è Amore non può non abilitarla alla comunione con i fratelli e le sorelle; in questo caso essa è, come ogni consacrata, il tempio prediletto dello Spirito Santo che “diffonde nei nostri cuori la carità” (Rm 5, 5). Siamo infatti ben convinte che sul piano naturale questo livello di carità sarebbe irraggiungibile. Sul piano soprannaturale, invece, con l’aiuto dello Spirito Santo è possibile e diventa una gioia “portare il peso le une delle altre”.
Ogni Sorella agostiniana dovrebbe sentire in sé l’anelito, le difficoltà delle altre. E questo è il vero senso del nostro vivere insieme: tendere insieme, nell’unità degli intenti e degli sforzi; mentre ognuna si sente quasi custode e responsabile della vita interiore di tutte: “L’anima tua non è più tua (non credo si potrebbe essere più eloquenti), ma di tutti i fratelli ed anche le loro anime sono tue o, piuttosto, le loro anime, insieme con la tua, non sono molte ma una sola: l’anima unica di Cristo” (Lettera 243,4)».
– continua –
A te, giovane donna che leggi: se vuoi saperne di più sulla nostra vita o se desideri venire a conoscerci, ecco i nostri riferimenti: info@osarossano.it; 0983 520004.


Commenti(2)
Anna dice
23 Aprilee 2026 alle 6:01Sono frasi molto belle che esprimono un ideale di comunità basato su empatia, unità e cura reciproca: ognuna si sente coinvolta nella vita delle altre e si cammina insieme verso uno stesso obiettivo.
Dal punto di vista umano, questo crea appartenenza e sostegno, ma può anche diventare impegnativo se manca equilibrio: c’è il rischio di perdere i confini personali o sentirsi troppo responsabili degli altri.
Funzionano davvero bene quando si riesce a unire vicinanza e rispetto della libertà individuale..
Silvio dice
25 Aprilee 2026 alle 11:21Mi sono sembrate interessanti le considerazioni di Anna alle belle riflessioni della Sorella Agostiniana che ci accompagna in questi giorni del Buon Pastore… Potrebbe essere opportuno, prevedere all’ interno della vita comunitaria, come elemento equilibrante, un incarico anche breve, ma quotidiano di attivita’ lavorativa anche manuale di servizio alla Comunita’…rimanendo centrale la preghiera comunitaria e la lectio divina, nutrimento spirituale e fonte di fascino per il vero Pastore che ci conduce e armonizza nell’unita’…