Verso la bellezza del Vero Pastore /6

Davanti a noi, ormai vicinissima, è la Domenica del Buon Pastore, che coincide con la 63° Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni.

Ad essa ci stiamo preparando meditando ogni giorno una riflessione di Madre Alessandra di cui quotidianamente proponiamo un piccolo brano: sono pagine intense, profondissime, da leggere e meditare lentamente: ogni volta le ritroviamo ricchissime di verità e di bellezza, a tal punto che… non possiamo non condividerle con te!

 

DIVENTARE STRADA

«Nella comunità contemplativa agostiniana, il silenzio, la solitudine, il raccoglimento, il lavoro e lo sviluppo dei talenti personali, lo slancio dell’ascesa, sono anche il più delicato atto di carità fraterna, una squisita finezza dell’amore!

Sorella, cerco l’unione con Dio, con te e anche per te! Mosse così tutte dallo Spirito, in un’atmosfera di sommo rispetto reciproco e di lieta affabilità, tutta la comunità si muove verso la realizzazione di quel modello perfetto di unità che è la comunione trinitaria. E questo è il più eccellente sacrificio di lode. Sarà necessario, infatti, sacrificare tanti diritti personali, distruggere tanti egoismi, tentare di comporre tante disarmonie, accettare di farsi strada, di diventare strada, perché gli altri possano arrivare più speditamente a Dio.

Così costruiremo fin da quaggiù la Comunione dei Santi, la Gerusalemme celeste, città della pace e della concordia; di essa sentiamo agostinianamente la nostalgia, di essa vorremmo essere un “segno”: questo è anche ciò che la Chiesa nostra Madre esige oggi dalle comunità dei suoi consacrati.

 

GIUNGERE A SPERIMENTARE DIO

È facile tutto questo?

No, tutt’altro! oserei anche dire – se sbaglierò sarò felice di essere corretta – che è più difficile a realizzarsi che nelle comunità di vita apostolica. Nella convivenza ininterrotta che deve durare, senza evasioni, tutta una vita, si approfondisce la conoscenza dei limiti di ciascuna Sorella, si evidenziano di più i difetti, si fa più difficile “portare il fardello delle altrui debolezze”.

Ma quando, nella dolcezza e nella pace di un amore comprensivo a tutti i costi – “la carità è longanime, la carità è benigna… la carità non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si irrita, non tiene conto del male che riceve…” (1Cor 13, 4-6)-, quando avremo imparato ad abbracciare con questa carità tutte intere le persone dei nostri fratelli, “sperimenteremo” Dio nel nostro cuore. L’esperienza di Dio, infatti, vertice della vita contemplativa, mi sembra non possa essere altro che la conoscenza, per esperienza, del suo Amore. È l’Amore che supera infinitamente ogni giustizia, è una libera e sovrana donazione: Ti amo per prima; ti amo anche se non mi ami; perché porti l’immagine del mio Dio, perché mi sei sorella in quel Dio che ci ha dato il secondo comandamento come misura dell’adempimento del primo.

Ancora una volta bisogna dire: tutto questo è tanto bello, ma è tremendamente difficile! Il colloquio con Dio, questa trasparenza fraterna, non si improvvisa. Presuppone bensì un’ascesi lunga, faticosa, costante, entusiasta, nella quale la docilità attiva dell’anima e la gratuita condiscendenza divina collaborino strettissimamente».

– continua –

A te, giovane donna che leggi: se vuoi saperne di più sulla nostra vita o se desideri venire a conoscerci, ecco i nostri riferimenti: info@osarossano.it; 0983 520004.

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