Ti passo davanti distrattamente. Quante volte gli occhi mi cadono su te Crocifisso, eppure non ci penso, o mi sembra di “saperti” già. Tu sei ogni volta lì, nella tua ferma decisione di restarmi accanto così, le braccia spalancate e il capo riverso.
Dalla Croce mi guardi, mi segui. Mi ami. Mi parli.
Oggi voglio fermarmi un poco; almeno un poco a guardarti. Con calma, senza fretta. Almeno un poco a considerare te, lì sulla croce.
Mi soffermo sui tuoi piedi: trapassati dal chiodo, che li serra e li blocca.
E ripenso a quanto cammino hai dovuto fare per arrivare sino a me: dalla tua eternità alla mia argilla irrequieta e instabile. I tuoi passi a inseguirmi, fino a raggiungermi.
«Come sono belli i piedi del messaggero che annuncia la pace!» (Is 52, 7).
Sì, persino i tuoi piedi sono belli, nella fatica che hanno dovuto conoscere per recarmi quel messaggio di salvezza di cui il mio cuore ha tanta sete.
Mentre guardo i tuoi piedi, penso al gesto di Maria di Betania, che li cosparge a profusione con profumo di nardo purissimo: un gesto di amore nuziale.
Anche il mio cuore, se so ascoltarlo, grida la sua sete di nuzialità: il desiderio di una comunione stabile, perenne, che non venga mai meno; una comunione così forte da vincere quel vuoto mortale che a volte mi assale.
Così spesso mi trovo impantanato in acque paludose, prive di vita. Sabbie mobili che mi fanno affondare. Ma tu rimetti i miei passi sulla terraferma della Verità, seria e buona insieme, calda e affettuosa: la tua presenza, così vera, comunicativa e ricca di luce.
«…Il Signore mi ha tratto dalla fossa della morte,
dal fango della palude;
i miei piedi ha stabilito sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi» (Sal 40, 3).
I tuoi passi amorosi ora si muovono nel mio intimo, e si dirigono decisamente verso il mio cuore: per liberarlo, finalmente.
Non ho né nardo né altri profumi, ma offro un bacio ai tuoi piedi: ti dico così il mio grazie per tutto il cammino che hai fatto per scendere sino a me.


Commenti(2)
Cinzia dice
15 Aprilee 2025 alle 14:54Ancora una volta, Sorelle, tanto spazio per meditare. Tanti contrasti e un abisso su cui meditare: “eternità” e “fragilità irrequieta e instabile”; passi in fuga, passi che raggiungono; “sabbie mobili”e “terraferma della Verità”. Questo diaframma si concilia solo con un bacio, a quei piedi di Passione. Non colma lo scarto di questi due estremi, ma li può rendere “comunione”. Grazie infinite e Santa Pasqua a voi!
dSilvio dice
16 Aprilee 2025 alle 9:39E’ vero, i piedi passano spesso inosservati eppure il profeta dice che sono belli se il messaggero porta liete notizie. Possono essere sporchi, graffiati, deformati dai reumatismi, insanguinati eppure sono belli se al servizio del vangelo. Anzi più sono sofferenti e provati, più sono belli come quelli di Gesù perché brillano dell’ amore che hanno reso possibile comunicare…