Manca poco più di una settimana alla Domenica del Buon Pastore, che da molti anni (ben 63!) si connota come Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Il papa ha già diramato il suo messaggio, bellissimo, dal titolo: La scoperta interiore del dono di Dio https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/vocations/documents/20260316-messaggio-vocazioni.html.
Abbiamo pensato di avvicinarci a questa importante domenica attraverso tappe giornaliere, in cui ci aiuteranno piccole riflessioni o testimonianze di Madre Alessandra (se vuoi saperne di più: https://www.osarossano.it/2025/01/le-parole-del-lunedi-lotta/ ).
Queste riflessioni sono rivolte a tutti, e vi ringraziamo se vorrete “condividerle”, farle girare, anzi correre. In modo particolare, sono rivolte a chi si trova a vivere negli anni belli e delicati della giovinezza: tempo di desideri, progettualità, scelte, a volte non così semplici.
Può darsi che una domanda più forte e più profonda si stia affacciando dentro di te: se vuoi, puoi scriverci per un confronto: info@osarossano.it
Oppure contattarci: 0983 520004: per un dialogo, per consegnarci le tue domande, o per la richiesta di alcune giornate nella foresteria del nostro monastero.
A presto!
«Chi siamo dunque noi, monache di vita contemplativa?
“Contemplativi – dice S. Tommaso – non sono coloro che contemplano, ma coloro che consacrano tutta la loro vita alla contemplazione” (Somma Teologica, II-II,81,1,5).
Che cos’è allora questa contemplazione alla quale ci siamo consacrate con tutte noi stesse e per tutta la vita?
A me sembra di poterla definire così: un prolungato, attento, gaudioso amore. Di modo che consacrarsi alla vita contemplativa significa consacrarsi tutte e solo all’unione con Dio. Questo è il desiderio, la nostalgia che determina, che segna l’inizio della chiamata: volersi dare tutte a Dio solo e consacrarsi al suo servizio esclusivo e immediato.
Cosa vuol dire questo? “Coeli enarrant Gloriam Dei”, dice il Salmo 18.
Ecco: l’anima chiamata alla vita contemplativa vuol essere questo cielo.
Invasa da un solo desiderio, essere un Gloria vivente, un atto puro di adorazione, essa vuol dire al suo Dio tutto il suo amore e sente di non poterlo fare che dimenticandosi, perdendosi in Lui, scomparendo nel suo Mistero insondabile e pieno per lei di ineffabili attrattive».
Relazione tenuta da Madre Alessandra a Cascia, 31 maggio 1970, tratta da: Grazie Madre, Edizioni Monache Agostiniane, Siena 2006, p. 140.


Commenti(2)
Natale dice
17 Aprilee 2026 alle 17:24Grazie della vostra presenza.
Michelino Fistetto dice
18 Aprilee 2026 alle 10:19Ritengo utilissima la vita contemplativa condotta dalle Sorelle per tutto il popolo di Dio e persino per gli altri. In base alla Comunione dei Santi, infatti, i benefici effetti si espandono su tutti noi peccatori. Grazie di cuore Sorelle amate.