Da un po’ di tempo stiamo lavorando alla realizzazione di calamite in ceramica; ci sentiamo un po’ come gli antichi amanuensi, un po’ come quei bambini alle prime armi con la scrittura, intenti a riempire pagine e pagine con la stessa frase.
Un cuore con la scritta: «Ama e fa’ ciò che vuoi». Una delle frasi di Sant’Agostino più note e diffuse. Se ti soffermi almeno un poco a rifletterci su, ti accorgi che questo breve precetto ha una forza potentissima.
Stai amando davvero in quello che fai, o ti stai limitando a rigirarti nel solco delle tue solite cose? Quando parli, quando ascolti qualcuno, quando agisci, sei preoccupato di salvaguardarti, o sei attento a chi hai di fronte?
L’amore è quella forza che trasforma. Te e il mondo, se hai la pazienza di coltivarla e lasciarti da essa istruire.
L’amore non è sempre e solo buono. Incide e taglia, all’occorrenza. Dunque ferisce anche, fa male. Lo sanno bene tutti quelli che, almeno una volta nella vita, hanno ricevuto una correzione o non sono stati assecondati nei loro capricci. Il coraggio di dire no alle pretese dell’io, senza temere di perderci.
Esiste un criterio-guida per orientarmi nel vivere?
La mia scala delle priorità, su cosa poggia?
Ciò che decido, le mie scelte, da cosa muovono?
Di fronte a più possibilità, cosa trattengo e cosa lascio, e perché?
Un precetto-sintesi: l’amore. Seguirlo rende veramente liberi, di quella libertà che fa muovere con agio nel bene, nel vero, nel bello. Ce ne accorgiamo nel gusto che sperimentiamo dentro, ogni volta che diamo spazio almeno un po’ a questo amore. Gusto di gioia, di vita, di pienezza.
Ama, e fa’ ciò che vuoi!
«I fatti degli uomini non si differenziano se non partendo dalla radice della carità.
Molte cose infatti possono avvenire che hanno un’apparenza buona
ma non procedono dalla radice della carità: anche le spine hanno i fiori;
alcune cose sembrano aspre e dure; ma si fanno, per instaurare una disciplina,
sotto il comando della carità.
Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto: ama e fa’ ciò che vuoi;
sia che tu taccia, taci per amore;
sia che tu parli, parla per amore;
sia che tu corregga, correggi per amore;
sia che perdoni, perdona per amore;
sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene» (Agostino, Commento alla Lettera di S. Giovanni 7,8).


Commenti(5)
Cinzia dice
13 Luglio 2026 alle 12:24Fondamentale, fondativo, fondante precetto. Grazie, Sorelle😘
Carmen dice
13 Luglio 2026 alle 12:31Grazie carissime amiche, sempre illuminanti 🌈❤️🌹
Chirico rosa dice
13 Luglio 2026 alle 14:04“L’amor che move il Sol e l’altre Stelle………
” AMA E FA’ CIÒ CHE VUOI”
“VIVERE X AMARE,
AMARE X VIVERE.
Natale dice
13 Luglio 2026 alle 18:37Grazie della vostra presenza.
Pietro Calabró’ dice
20 Luglio 2026 alle 10:12Una frase, in un certo senso, molto “ardita” e impegnativa, come tutta la filosofia agostiniana, un precetto che ha una ricchezza di significati straordinaria, una norma di vita che anche un non credente può accettare e fare sua.