Le parole del Lunedì/  QUARANTA

Domanda a bruciapelo: lo sapevi che stiamo vivendo il tempo di Pasqua?

No, il riferimento non è alle uova di cioccolato sormontate da pulcini e fiorellini. Quel tempo sì, è passato.

Intendiamo, invece, il tempo che segue la Resurrezione del Signore Gesù: il masso è stato ribaltato dal sepolcro, la tomba è vuota… e poi?

Poi, Lui si fa presente. Viene incontro e con somma pazienza ripete, ogni volta: “Non abbiate paura: sono proprio io!”.

Quaranta giorni per prendere dimestichezza con la sua resurrezione.

Forse ci sono più familiari i quaranta giorni della quaresima: il deserto, la sete, la lunga marcia verso la terra promessa… è il tempo della prova.

I quaranta giorni del dopo Pasqua li sentiamo probabilmente meno facili. Le prove, i lutti, le angustie del vivere: chi non ci è passato?

Eppure, la nostra fede non ha solo una parola di consolazione verso tutto quello che umanamente è pena. Non si ferma al con-piangere. Ci spinge oltre.

Ci dice che c’è un modo di camminare attraverso scelte da prendere, relazioni da vivere, sofferenze da affrontare, che è proprio di chi ha accolto la resurrezione di Gesù nella sua vita: una novità radicale e dirompente. Che comporta nuovi criteri di giudizio; nuovi valori da vivere; una diversa scala di priorità da seguire. Tutto nuovo.

Ma il Risorto lo sa, lui che ci conosce per davvero: ci vuole tempo. Abituarsi a queste altitudini del vivere comporta una pedagogia di lungo termine.

Noi di primo acchito penseremmo che basti appiccicare qualcosa di cristiano sopra le nostre solite modalità. Ma così restiamo replicanti di noi stessi. Ancoràti a quell’uomo vecchio che ci portiamo appresso, forse senza nemmeno accorgercene.

Quaranta giorni. Cioè quarant’anni. Cioè un’intera vita. Lunga come una quaresima, intensa come la pasqua.

Lasciamo che la Resurrezione di Gesù dispieghi in noi tutta la sua forza. Lui sa dove siamo malati. Lui sa cosa c’è da guarire in noi, cosa va tagliato, dove vivificare.

Lasciamoci fare da Lui.

Commenti(5)

  1. Ida dice

    È bellissimo questo messaggio. Riempie il cuore ❤️…. Grazie

  2. Mary dice

    Grazie che siete entrate nella mia vita 🙏❤️

  3. Carlo dice

    Parole edificanti. Dopo la lettura mi avete fatto venire alla mente una canzone di un cantautore cattolico che diceva : lasciati fare da chi ti conosce, lasciati fare da chi ama te.
    Grazie.

  4. Carlo dice

    .Dopo la lettura di queste belle parole, mi avete fatto venire alla mente una canzone di un cantautore cattolico che diceva : lasciati fare da chi ti conosce, lasciati fare da chi ama te.
    Grazie.

  5. Giuseppe dice

    Un percorso da quel giardino, in cui vi era una tomba nuova, ad Emmaus, alla Galilea. Passando necessariamente dal luogo del cranio dove quel soffio diventa un ri-capitolare che ri-manda ad un inizio sempre nuovo. Un inizio quotidiano. Grazie a quell’ annuncio che spinge i nostri piedi a proseguire: “Non est hic!”.

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