Le parole del Lunedì/  BONIFICA

Dall’esterno, sembra molto semplice. Compri un po’ di piante, fai qualche buca, ce le infili dentro e il giardino è bell’e pronto.

In realtà, le cose non funzionano così. Il segreto per la riuscita di un giardino dipende soprattutto dalla qualità del terreno: c’è tutto un lavoro di pulizia e preparazione, che può richiedere anche molto tempo.

Arrivate qui, ci trovammo davanti una distesa sgarrupata, dove i rovi crescevano indisturbati. Detriti, materiale spurio, pietre, macerie… addirittura una lavatrice o altro non meglio identificato elettrodomestico.  Poi ancora piante infestanti, selvatiche, erbacce…

Se ora siamo pronte per la messa a dimora delle piante, è perché prima c’è stato un lungo, ma davvero lungo e ripetuto, lavoro di bonifica del terreno.

Quella della bonifica potremmo dirla la specialità dei monaci, delle monache, da sempre attratti da luoghi inospitali, uggiosi, paludosi e incolti, tutto meno che ameni. Non c’è monastero, almeno fra quelli che sorgono lontano dai centri urbani, che storicamente non racconti di un inizio in uno spazio selvatico, che poi sia stato dissodato, a poco a poco migliorato, irrigato, abbellito, dall’opera dei monaci.

Letteralmente: fare buono, ecco cosa significa bonifica.

Il pensiero corre a quelle distese di campi disseminate di mine e bombe inesplose. Tutte da bonificare. Altrimenti restano terre morte.

Poi passa a quel fazzoletto di terra che ci portiamo dentro: il nostro povero cuore, così bisognoso di una bonifica. Altrimenti rimane un accumulo di detriti inquinanti. Qualcosa di malato.

Per fare buono il cuore non basta la buona volontà…

«Tu, Signore, con mano misericordiosissima e pietosa

lavoravi e riordinavi il mio cuore» (S. Agostino, Confessioni).

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