Le parole del Lunedì/  FRANTOIO

Da qualche settimana è iniziata la raccolta delle olive: appuntamento che ogni volta suscita allegria e vivacità; lavoro comunitario, condiviso dai membri di uno stesso nucleo familiare o portato avanti tra amici e conoscenti. C’è l’aria frizzante dell’autunno a fare da sottofondo, e la luce di giornate sempre più brevi.

Si valuta a colpo d’occhio la raccolta: quantità e qualità, quindi si porta tutto al frantoio. E qui ha luogo la fase della spremitura: le olive vengono pressate sotto le macine, pigiate, frantumate, spremute fino a cedere l’olio.

Il frantoio è strumento severo e implacabile. Fa male, schiaccia e frantuma. Non lascia scampo. Quelle olive perderanno la loro originaria conformazione per diventare altra cosa.

Una trasformazione dolorosissima, eppure dall’esito così nobile e prezioso.

Signore,
in questa prova in cui mi trovo come dentro un frantoio,
aiutami a starci con mitezza, con fiducia:
perché possa scaturirne un olio buono,
tanto più buono quanto più acuto è il male che mi schiaccia.
Un’essenza che profumi di Te, della tua grazia e della tua misericordia,
come una restituzione di vita
proprio attraverso questo dolore che mi opprime;
un olio di cura per le ferite
non solo mie, ma anche delle persone che ho care.
Amen

 

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Commenti(3)

  1. Isabella dice

    Chi di noi non è stato frantumato dal dolore? Chi non è stato spremuto da un evento che magari ha mutato il corso della propria vita? Chi non ha sentito il cuore stritolato, schiacciato da un peso così grande da togliere il fiato? Tutti chi più e chi meno ci siamo passati. L’olio che poi ne è uscito non è lo stesso per tutti. Ci sono persone che trasformate dal dolore non vedono nient’altro che i propri problemi, altre invece trasformano questa spremitura in olio purissimo. Aiutami Signore, fa che le prove che affronto siano fonte di amore, siano olio purissimo. Grazie Sorelle

  2. Andrea Gaglia dice

    Sono pienamente d’accordo con quello che scrive la signora Isabella essendo passato da poco anche io sotto il frantoio del dolore, cerco di trasformare l’olio che ora sa di amaro, in un essenza che mi faccia vedere la vita sotto un altro aspetto, per continuare a fare il mio servizio di volontariato con la stessa passione con cui lho iniziato, le persone hanno bisogno di aiuto ed anche io, ma il prossimo deve essere messo al primo posto, questo mi ha insegnato la mia religione. Grazie come sempre a voi sorelle, che riuscite a farmi cominciare la settimana con un po’ piu di fiducia.

  3. Giuseppe dice

    (Sapienza 3, 6)
    .… li ha saggiati come oro nel crogiuolo
    e li ha graditi come l’offerta di un olocausto….

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