Silenziosamente, qualcosa, quando meno te lo aspetti, si muove e rinasce. Basta saper guardare.
Avevamo sistemato alcuni rami di agrifoglio, scampoli delle decorazioni natalizie, in un semplice vasetto a rallegrare il refettorio. Solo quei pochi rametti legnosi e il rosso delle bacche, nient’altro.
Qualche giorno fa, lungo quei rami spogli vediamo spuntare delle tenere foglioline. Segni di vita.
Ora, ogni giorno andiamo a far visita al nostro vasetto: a che punto sono le foglie, stanno crescendo?
Ci è tornato in mente un “fioretto” di S. Rita: la Superiora le chiede di annaffiare un legno secco; Rita obbedisce, e ogni giorno rinnova le sue cure verso quello stecco senza vita.
Una fatica inutile, la sua, si direbbe, addirittura ridicola.
Ma un giorno, su quel legno secco spuntano delle foglie, poi dei fiori.
Così è spesso anche per noi: giorni e giorni senza sussulti particolari, e noi a continuare in quel solco che a prima vista sembra non produrre nulla, non dare frutti. Però non desistiamo.
C’è una corrente interiore di fiducia a sostenerci, a darci la forza di continuare quella nostra fatica, assurda a prima vista.
Poi, improvvisamente, quando ormai non ci pensiamo più, ecco spuntare qualcosa di nuovo. Come un regalo, un dono dall’alto. Tanta è la sorpresa, tanto grande è la gioia, che supera di gran lunga quella nostra fatica portata avanti per così lungo tempo.
Occhi per scrutare segni di vita nuova.
Cuore per resistere lungo la nostra via faticosa: il frutto verrà, come dono dall’alto.


Commenti(2)
Giuseppe dice
9 Febbraio 2026 alle 12:08… l’attesa: ascolto in cui il silenzio crea lo spazio per accogliere la risposta
Eugenio Nastasi dice
9 Febbraio 2026 alle 12:24La pazienza dell’attesa: quante volte ci capita di vedere fiorire un ramo che ci sembrava secco, già da bruciare. Eppure è nell’attesa che l’insegnamento della Parola rinforza la speranza, non è la perseveranza una delle raccomandazione di Gesù? Non impareremo a sufficienza a fidarci di Lui, così vicino, così accanto, così dentro ai nostri desideri veri e sani; lo immaginiamo distante nelle’ empireo, Eppure quando meno te lo aspetti, lui premia la costanza, dalle cose semplici come una fogliolina che germina alle cose più grandi e difficili, perché nulla è impossibile al suo amore per noi. Ancora una volta le nostre sorelle Agostiniane hanno saputo trarre da un’onda minima un mare di speranza: la speranza dell’attesa.