Molto più di un assaggio disimpegnato, di un’estemporanea degustazione; ben più coinvolgente di un semplice “vedere come va, che gusto ha”; la prova è qualcosa di molto serio, un punto di svolta per tappe di crescita successive.
Uno strumento pedagogico, che utilizza Dio stesso: così è la prova secondo la Bibbia.
Ogni amicizia passa attraverso la verifica della prova: tu che ti dici mio amico, sai rimanere accanto a me nei miei momenti di dolore? Sai condividere e rallegrarti delle mie gioie? Sai custodire nella fedeltà e nell’intimità questo nostro legame?
Dio così agisce con noi: fa esperienza di noi, non perché ha bisogno di tests per sapere cos’abbiamo in cuore, ma per chiederci qualcosa che noi non ci saremmo mai sognati di chiederci; mentre noi ci accontenteremmo di un trantran di piccole cose consuete, lui ci chiama a cose grandi e inedite.
Le avversità sono una formidabile possibilità per crescere nell’esperienza di Dio. Diventare suoi intimi, suoi amici. Cari al suo cuore.
In un piccolo libro nell’Antico Testamento, Giuditta, troviamo un’affermazione molto forte: «Ricordate come fu tentato nostro padre Abramo e come proprio attraverso la prova di molte tribolazioni egli divenne l’amico di Dio» (Gdt 8, 21b-23). Abramo: non un amico qualunque, ma l’amico di Dio, l’amico per antonomasia verrebbe da dire. Colui che, proprio perché passato attraverso esperienze di dolore e di setaccio, ha imparato così a conoscere Dio: la sua irriducibile alterità insieme alla sua tenera prossimità; il suo educarci a camminare nella fede, «gettando in Lui ogni nostra preoccupazione, perché Egli ha cura di noi» (1Pt 5, 7).
L’esito della prova, quando attraversata senza spirito di ribellione ma con cuore docile, è la pazienza. Ce lo ricorda S. Giacomo nella sua lettera: «Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla» (Gc 1,2-4).


Commenti(4)
Giovanna Di Giorgio dice
17 Marzo 2026 alle 10:51.La ” Prova ” la “Vivo” avendo ” Scelto ” Dio Sempre” come Compagno di Viaggio!
Adalgisa agostini dice
17 Marzo 2026 alle 12:38S. Giacomo, S.Francesco..la pazienza e la perfetta letizia nella prova. E se la prova sfinisce e pare non aver termine? È necessario scegliere e riscegliere Cristo ogni giorno con tutte le sfide che questo comporta!
Giuseppe dice
17 Marzo 2026 alle 22:44Abitare con.
Potrebbe essere il senso di ogni “prova”.
Dimorare.
Stabilire un contatto, una relazione chi Chi ci attende lì sulla soglia.
E chiede di fermarci anche a noi.
Senza pretesa alcuna che di scoprirci a noi stessi così come Lui ci vede e ci conosce.
E capire da questa conoscenza che il deserto giornaliero diventa giardino che germoglia: consapevolezza di un Dio che cammina con noi.
Silvio dice
20 Marzo 2026 alle 19:28Programmiamo ogni giorno gli impegni della nostra vita, pur sapendo che potranno apparire imprevisti che ci obbligano a cambiare.. modificando le giornate e i programmi, a volte con difficolta’.. sono Prove e ci possono turbare. Per il Signore non sono sorprese, e se le permette e’ per la nostra crescita, sapendo che non permette mai che siamo provati al di sopra delle nostre forze (1^ Corinti 10..13)..C’e’ qui un messaggio educativo del Signore nei nostri confronti, ma anche un invito alla fiducia per preparare una gioia piu’ grande nella nostra vita. Dopo aver superato ogni prova siamo contenti….