Finissimi, impalpabili. Incalcolabili.
I granelli di sabbia scorrono fra le dita, così minuti e leggeri; eppure, messi insieme, il loro peso diventa enorme, finisce per schiacciare. Una zavorra insopportabile.
Tempo d’estate: propizio per alleggerirsi della zavorra accumulata durante tanti mesi di corse febbrili e non si sa neanche verso cosa, perché.
Ma, per certe oscure dinamiche a noi stessi poco chiare, così facilmente finiamo per ritrovarci non solo non alleggeriti della zavorra accumulata, ma addirittura con addosso della sabbia in più.
Il tempo della distensione sembra dover essere inzeppato a tutti i costi di esperienze da vivere, siti da raggiungere, posti da vedere: e le spunte aumentano, come in un’invisibile classifica dove non possiamo posizionarci in fondo.
Ma, silenziosa, aumenta anche la zavorra, a rallentare il passo, a pesare sul cuore: quando hai fatto una scorpacciata di esperienze esotiche, cosa ti rimane, cosa ti porti a casa poi, oltre alle foto sul cellulare?
Forse, solo un po’ di sabbia in più.
Anche Agostino metteva in guardia dal peso della “sabbia”: tante piccole trascuratezze, mancanze non gravi ma pur sempre tali, che, messe insieme, rischiano di far affondare la nave della nostra vita. Lui suggeriva un rimedio, ancora e sempre valido:
«Se delle seduzioni mondane cercano di insinuarsi nella vostra anima, applicatevi alle opere di misericordia, attendete all’elemosina, al digiuno, alla preghiera. Con questi mezzi, infatti, vengono rimessi i peccati quotidiani, che non possono non insinuarsi nell’anima, a causa della fragilità umana. Non trascurarli perché sono meno gravi, ma temi per il fatto che sono molti.
Fate attenzione, fratelli miei. Sono lievi, non sono gravi. Non è una bestia grande come un leone, che possa scannarti con un solo morso. Ma la maggior parte delle volte anche gli animaletti piccoli, se molti, possono uccidere. Se uno viene gettato in un luogo pieno di pulci, non vi muore forse? Non sono grandi, ma la natura umana è debole e può essere uccisa anche da animali minutissimi. Così anche i piccoli peccati; voi fate osservare che sono piccoli: state attenti, però, perché sono molti.
Quanto sono fini i granelli di sabbia! Ma se in una nave se ne mettono troppi la sommergono fino a farla colare a picco. Quanto sono minute le gocce della pioggia! Tuttavia non fanno straripare i fiumi e crollare gli edifici? Perciò non trascurate questi piccoli peccati. Ma direte: “E chi può essere senza di essi?”. Perché tu non dicessi questo – poiché veramente nessuno potrebbe – Dio misericordioso, vedendo la nostra fragilità, pose contro di essi dei rimedi. Quali sono i rimedi? Le elemosine, i digiuni, le preghiere: sono questi tre. Perché tu possa pregare con sincerità, bisogna fare elemosine perfette. Quali sono le elemosine perfette? Queste: che quanto ti abbonda lo dia a chi non l’ha, e quando qualcuno ti offende, lo perdoni» (Ag., Discorso 9,17).


Commenti(3)
Daniela Vallone dice
21 Luglio 2025 alle 14:48GRAZIE
Lazzeri Anna dice
21 Luglio 2025 alle 21:55GRAZIE x questo bel Discorso di S. Agostino. GRAZIE di nuovo !!!
Silvio Ruffino dice
22 Luglio 2025 alle 12:16La sabbia, mi richiama una realtà piccola come un seme ma anche fragile e sfuggente. Nello stesso tempo mi richiama il Suo opposto, la realtà della roccia più stabile e consistente. Gesù parlando con l’ adultera scriveva per terra, ma non ne e’ rimasto nulla, mentre Dio volle incise sulle tavole di pietra le 10 parole della vita perché fossero conosciute e rimanessero per sempre.. Così la casa costruita sulla sabbia e la casa costruita sulla roccia.. Signore, sabbia sono io e la mia vita. Che io non mi scoraggi della mia fragilità per appoggiarmi a Te, Amico e Roccia che rimane per sempre . Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo!