C’è qualcosa di prettamente tipico di un giovane: la freschezza. Un misto di genuinità, purezza, bellezza. Anche con un pizzico di sana ma non sprovveduta ingenuità.
Chissà perché, a volte c’è il pensiero che questa freschezza così com’è necessiti di correzioni o sovrastrutture: si finisce solo per rovinarla. Il segreto, invece, sta nel coltivarla. Con dolce tenace perseveranza. Allora ci accompagnerà fino alla vecchiaia.
Qualche giorno fa, la Famiglia agostiniana ha fatto memoria di un giovane religioso agostiniano: il beato Giovanni da Rieti.
Chi era costui?
Un ragazzo che ha saputo custodire la freschezza. Al punto da diffonderla, contagiarla attorno a sé. Senza fare cose strepitose. Semplicemente, alimentando di bellezza e letizia la sua vita.
Aveva deciso di consacrare a Dio il fiore della sua giovinezza: gli anni più belli della sua vita racchiusi nel perimetro di un convento; preghiera, servizio, ospitalità, nel silenzio di un’ordinarietà senza sussulti. Giovanni non ha bisogno di emozioni straordinarie per giungere ad assaporare il gusto di Dio.
Il biografo riporta di lui un particolare commovente:
Giovanni era solito recarsi da solo nell’orto del convento, e spesso, quando ne usciva, si notava che aveva molto pianto. A chi gli domandò, una volta, perché avesse pianto, rispose: “Perché vedo che l’erba, gli alberi, gli uccelli e la terra con i suoi frutti obbediscono a Dio, mentre gli uomini ai quali è stata promessa la vita eterna in premio della loro obbedienza, trasgrediscono la legge del loro Creatore” (Giordano di Sassonia, Liber Vitasfratrum).
Quando anche noi ci sentiamo “punti” da una commozione fino alle lacrime, possiamo stare certi che la giovinezza ancora resiste.
Il sepolcro del b. Giovanni si trova presso la splendida chiesa di S. Agostino a Rieti: almeno col cuore possiamo recarci là, per chiedere l’intercessione di questo giovane beato, affinché non ci lasciamo rubare la freschezza buona e ricca di energia della giovinezza.


Commento
Piera romanelli dice
4 Agosto 2025 alle 16:18Bellissima figura. A volte conosciamo tante cose di poco valore ma non la bellezza dei fiori nascosti. Grazie