Le parole del Lunedì/  RICETTIVITÀ

Il risveglio dopo una giornata di lavoro all’aperto è particolarmente arduo: sensazione di disarticolazione diffusa; chiudendo gli occhi, ancora si vedono, come in una foto al negativo, olive, olive e olive, tonde e grosse, spuntare tra le foglie. Ci stiamo dedicando, infatti, a raccoglierle.

L’olivo è albero generoso, tenace e obbediente.

Soprattutto, è l’albero della ricettività: lui riceve tutto. Il bello e il cattivo tempo; il caldo e il freddo; la pioggia e l’arsura. Non si irrigidisce, non si ribella: lo testimoniano i suoi rami, elastici e flessibili. Accoglie anche l’indesiderato; le intemperie; il fastidio; le contrarietà. E tuttavia non smette di produrre i suoi frutti.

Sarà per questo che l’anonimo orante del Salmo 52 vede nell’olivo l’immagine-metafora dell’uomo di fede, l’uomo che pone la sua fiducia in Dio.

Il Signore doni anche a noi di crescere come persone della ricettività: che non si ritraggono di fronte alla sventura, le contrarietà, i malanni, ma rimangono aperti: nel dare e nel ricevere.

Io invece come olivo verdeggiante

nella casa di Dio.

Mi abbandono alla fedeltà di Dio

ora e per sempre.

(Sal 52,10)

Commento

  1. Laura dice

    Nelle contrarietà, nei dolori, voglio mantenermi nella fedeltà di Dio.
    Buona copiosa raccolta!
    Laura

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