Ma è poi così vero che siamo facili alla distrazione?
Forse sarebbe più esatto dire che lasciamo aperta l’attenzione simultanea a più cose. E tuttavia la domanda resta: cosa mi rimane dopo il mio zapping multitasking? Forse, solo un fastidioso ronzio nella testa. Forse, la sensazione di un vuoto sempre più grande.
Stare attenti, rivolti con tutto il nostro essere ad un unico destinatario, sia esso una persona in carne ed ossa o un argomento, una materia, un oggetto di lavoro/occupazione, ci costa molto. Non a caso in alcune lingue si usa l’espressione: “Paga attenzione!”, equivalente al nostro: “Fai attenzione!”.
Sì, essere attenti ha un costo, in termini di scelta voluta e consapevole: in questo momento scelgo di rivolgere tutta la mia attenzione unicamente a te: spengo il cellulare, non compulso l’orologio, resto raccolto e calmo, rivolto a te. Perché riconosco che tu sei l’importante, qui e ora, a preferenza di tutto il resto.
È possibile crescere nella capacità di attenzione. La quale crea degli invisibili pertugi tra me e la realtà che mi circonda, permettendomi di scandagliarla a fondo.
Stiamo muovendo i primi passi nell’Avvento: se ci volgiamo ai Vangeli di questo tempo, scopriamo che c’è una stretta correlazione tra umiltà e attenzione. Chi sa riconoscere in un bambino come tanti il salvatore del mondo, sono i piccoli: attenti, come i pastori, a segni delicati e silenziosi, come una luce nel cuore della notte; o appassionati cercatori come i magi, attenti al significato di una stella diversa dalle altre; o un’umile giovane, Maria, attenta alla Parola che risuona nel suo cuore in modo che lei sa cogliere.
I sapienti del tempo, carichi di tutto il loro blasonato equipaggiamento intellettuale, si precludono da se stessi la capacità di comprendere, e, perché no, di essere sorpresi. L’attenzione, infatti, ha questo di bello, oltretutto: gode di lasciarsi sorprendere.
Simone Weil ci ha lasciato una riflessione splendida, correlando fra loro attenzione e preghiera:
«L’attenzione, al suo grado più elevato, è la medesima cosa della preghiera. La quantità di genio creatore di un’epoca è rigorosamente proporzionale alla quantità di attenzione estrema, e quindi di autentica religione, esistente in quell’epoca».
Il Signore ci doni di crescere nella capacità di attenzione, ad ogni età della nostra vita; per riconoscere i passi della sua venuta, così discreti e decisivi.


Commenti(3)
dSilvio Ruffino dice
1 Dicembre 2025 alle 11:59Attenzione per non dipendere le mie energie ma fare bene una cosa per volta evitando le derive del fare tutto subito… Quando guido l’auto, leggo un libro o il giornale., quando prego….se non sono attento perdo il frutto di ogni iniziativa. Se il medico a colloquio con il malato non e’ attento come potra’ indicare la cura ? Essere attento e’ il segreto per non girare a vuoto..!
Cinzia dice
1 Dicembre 2025 alle 12:09Tu sei l’importante, con quell’articolo; i bambini che -come S.Francesco aveva colto per primo-sanno scorgere nei pertugi i segni del Sublime; o l’umile Maria, che fa risuonare l’annuncio in modo che sappia coglierne il profondo senso. Sono tutti stimoli alla mia attenzione. Ad essere più concentrata, intensa. E sì, più umile. Grazie, Sorelle. Sempre
Eugenio Nastasi dice
1 Dicembre 2025 alle 12:46L’attenzione importa dedizione, ciò che stiamo perdendo in un periodo di spaseamento, distratti da tante “attenzioni” secondarie e passeggere, come se la vera attenzione fosse facilmente recuperabile, come se essere attenti al Signore che passa fosse un’opportunità come tante.
Attenzione, dunque, al pensiero, al gesto, alla pronuncia, all’essenziale direbbero le nostre sorelle Agostiniane, al dono della Parola che ci ferma sulla soglia della decisione che diventa scelta, giorno dopo giorno. Signore salvaci tutti i giorni della nostra vita.