C’è un particolare denso di significato, nei racconti evangelici della moltiplicazione dei pani: la loro collocazione temporale. È sera. Le ore migliori del giorno se ne sono andate, le energie ormai sono calate, si va verso il buio della notte.
Proprio in quest’ora, il Signore Gesù compie il gesto di benedire, spezzare e dare da distribuire cinque umili pani e pochi pesciolini.
Anche l’Eucaristia viene istituita di sera, mentre si è a tavola per la cena, l’ultima del Maestro coi suoi.
Sembra dirci, questo dettaglio temporale, che l’Eucaristia è l’irrompere del giorno come dono dall’alto alle nostre vicende sempre segnate da una “sera”: il dolore nelle sue tante configurazioni: tradimenti; frustrazioni; malattie…. C’è, compagno del vivere, con la sua ombra ad allungarsi, dietro di noi.
Ma abbiamo anche un altro compagno: quell’umile pane, che Agostino chiamava il pane della concordia, della pace, dell’unità. Un punto-luce umile, piccolo, ma di straordinaria forza.
Quanto più l’accogliamo, tanto più ci assimila a sé, ci trasforma: in eucaristia, gli uni per gli altri.
O Signore,
aiutami a fare spazio alla sapienza dell’Eucaristia
cosicché mi formi
a pensieri eucaristici
sentimenti eucaristici
parole eucaristiche
silenzi eucaristici
gesti eucaristici.
Amen!



Commento
Anna Mollo dice
25 Giugno 2025 alle 15:43Siete suore meravigliose,
trasmettete la Pace di Gesù